La gentilezza non è la lingua dei buoni: è la lingua dei più “intelligenti”…

Chi è a capo delle società o ambisce a conquistare il mondo (non ponendosi il vincolo limitante di fermarsi solo alla propria azienda), lo sa bene..

Tutti i leader della storia che nel corso dei secoli sono riusciti a coinvolgere senza coercizione grandi masse, ne hanno fatto un uso sapiente ed abbondante.

Perché?

Perché è una lingua universale, trans-generazionale e che prescinde da colori, razze, luoghi, generi, diverse abilità e sessi.

La gentilezza è la lingua delle persone di un livello di intelligenza superiore: ogni altra lingua parla ad un numero ristretto di individui e non coglie l’essenza di uno scopo superiore (ovvero di quel concetto a cui si attinge spesso quando si parla di “felicità” o di “successo professionale”).

E’ la lingua che “fa squadra”, che crea fiducia e che fa alzare lo sguardo in una direzione più ambiziosa.

Provate a convincere un team senza saperla parlare adeguatamente..

Oggi è la giornata della gentilezza: una lingua universale che apre più porte di quanto si possa pensare. Dentro e fuori dalle aziende..

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