Concentrazione, produttività e stato di flow: 7 consigli pratici che possono fare la differenza (non solo nella lettura)

Auto-formazione e “learning”: alcuni spunti per arrivare a leggere XX libri in un anno (e provare ad aumentare la propria produttività)

L’auto-apprendimento è uno dei temi più attuali del proprio sviluppo professionale perché, con l’evoluzione del mondo del lavoro, anche le aziende più moderne stanno via via decentrando i piani di formazione, trasferendone la responsabilità al singolo…

Per non rimanere indietro è pertanto necessario trovare soluzioni pratiche per riuscire ad auto formarsi, avvantaggiandosi con i tempi ed aumentando la propria produttività (anche professionale).

Per chi vuole farlo con la lettura e si pone come obiettivo di arrivare a leggere XX libri in un anno, ci sono tre buone notizie ed una cattiva..

Le tre buone:

1) non è necessario dormire 4 ore per notte..

2) non è obbligatorio trovare un’abitudine fissa da mantenere ogni giorno per 365 giorni all’anno

3) non è importante aumentare la propria velocità di lettura

La cattiva: non c’è una formula valida universalmente ma è necessario trovare la propria per raggiungere quello stato di massima concentrazione ( “stato di flow”) che contraddistingue ogni prestazione “fuori dalla norma”…

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Contrariamente a quanto si possa pensare, leggere XX libri l’anno non richiede di essere disoccupati o di lavorare 4 ore a settimana (e neanche di essere in mezzo ad una pandemia o scegliere tutti testi da 50 pagine ciascuno): riuscire a macinare libri è una questione di metodo, passione, gestione del tempo ed eliminazione delle distrazioni..

Qui di seguito 7 indicazioni utili per aumentare le proprie “prestazioni” di lettura e per raggiungere uno stato di concentrazione che può essere utile anche in altri ambiti..

Primo consiglio: “non contare”

Iniziare a leggere dandosi già un obiettivo di quantificare quegli XX libri che vorremmo leggere in un anno è già un primo errore… così come è un errore mettersi a contare pagine e cercare di auto-imporsi un ritmo costante (ad esempio X libri al mese).

L’obiettivo della lettura non è contare ma apprendere rilassandosi… e ci sono pochissime persone che riescono a rilassarsi contando..

Contare è un processo che sicuramente occupa una parte del cervello diversa da quella che porta allo stato di “flow” … e più si “conta” più è facile perdere il focus su quello che si sta facendo.

Secondo consiglio: “leggere per leggere”

Ovvero leggere per il piacere in sé di leggere.. può sembrare banale ma chi non lo fa (e sono tanti) perde tempo e risorse preziose.

Ovviamente è importante leggere per l’apprendimento, la crescita personale e quella professionale.. ma tutti questi effetti (compreso quello di postare una foto sui social), dovrebbero essere secondari..

“Leggere per leggere” o “leggere per uno scopo secondario”, fa la stessa differenza fra andare a lavorare perché ci piace o farlo per prendere uno stipendio: quando lo scopo primario diventa lo stipendio, non si può fare il proprio lavoro al massimo delle nostre potenzialità..

Terzo consiglio: “scegliere esclusivamente argomenti che ispirano”

Non è una novità che per fare una cosa in modo eccellente sia necessario raggiungere uno stato di “flow”.

Come per tutto il resto bisogna quindi concentrarsi sul pre-requisito per ottenere questo stato: la passione.

Attivare la passione nella lettura vuol dire scegliere l’argomento che più cattura la nostra attenzione e quella del nostro cervello: qualcosa che ci prende talmente tanto da farci dimenticare tutto il resto.

Qualsiasi argomento, ha centinaia di testi interessantissimi… cercare quello che porta la nostra capacità di concentrazione al livello massimo, è senz’altro uno dei consigli più validi (ancorché banale).

Quarto consiglio: Saper mollare gli “illeggibili”

Una volta individuato l’argomento che attiva corteccia, neocorteccia e tutte le sinapsi del nostro cervello, è importante evitare di farsi distrarre…

Questo vuol dire non solo saper scegliere con cura gli autori ed i testi su cui concentrarsi, ma anche scartarli se non soddisfano le nostre aspettative.

Non sempre chi scrive riesce a farlo in maniera interessante…. e per quanto siamo stati bravi a selezionare i libri sugli argomenti che ci appassionano, ci sarà sempre una percentuale di “illeggibili” da interrompere immediatamente.

Generalmente sono testi che già alla venticinquesima pagina non dicono niente ma che spesso, nell’assurda convinzione che un libro vada necessariamente letto per intero, ci spingono ad andare avanti rallentandoci nella lettura e facendoci stagnare in quella condizione poco piacevole che sta fra il senso di colpa e la sensazione di aver buttato via dei soldi..

Chi ha letto anche poco ricorderà quel maledetto mattone rimasto nel comodino per settimane o mesi: perdere tempo dietro cause perse è sempre di gran lunga peggiore che perdere soldi…

E questo è un principio applicabile a diverse altre sfere..

Quinto consiglio: Non essere perfezionisti 

Per leggere XX libri l’anno non bisogna essere schizzinosi e si dovrebbe evitare di ricercare tutte le condizioni ideali per la lettura (quali un angolo di assoluto silenzio o un momento in cui tutti gli astri si sono allineati..).

Per leggere molto è necessario rinunciare al perfezionismo: il che vuol dire sfruttare al massimo il nostro tempo ritagliandosi spazi temporali laddove li avremmo sprecati inutilmente.

Questo implica due cose: imparare a concentrarsi in condizioni disagevoli e leggere sfruttando i tempi morti (in cucina mentre l’acqua bolle, in bagno durante il lavaggio i denti, in quei 5 minuti alla fermata dello scuolabus e così via).

La pandemia ha creato spazi da poter riempire efficacemente: saperli gestire è fondamentale e non farlo è un peccato non da poco..

Sesto consiglio: “buttare ai 4 venti le pratiche standard o le formule facili”

L’unica regola nella lettura è che non ci sono regole: ognuno ha il suo modo di raggiungere lo stato di flow (questo vale per qualsiasi attività, anche professionale).

Quindi la prima cosa da fare è ascoltare tutti i consigli (comprese le 1000 best practice contenute in altrettanti libri), ma in definitiva riuscire ad individuare il proprio stile ed il proprio metodo.

Leggere è un passatempo: è un processo creativo che non ha bisogno di prassi standard o di manuali ma che trova la sua massima espressione quando vengono eliminate tutte le possibili distrazioni che interrompono quello stato di totale immersione che è all’origine di “prestazioni straordinarie”…

Settimo consiglio: “prendere coscienza che non diventerete Bill Gates”

Si sente dire spesso che personaggi come Bill Gates leggono più di 50 libri l’anno e sicuramente la lettura intesa come auto-formazione aiuta nel processo di crescita personale…

Ma se una cosa certa è che anche leggendo 100 libri in un anno non diventeremo Bill Gates… per cui l’ultimo consiglio (che rinforza il precedente) è quello di abbandonare le formule magiche e concentrarsi sul piacere di leggere e di acquisire conoscenze che ci rendano più completi e soddisfatti… indipendentemente da Bill Gates e dagli XX libri che riusciremo a finire..

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